Uno studio dell’Ohio State University svela il ruolo del recettore TRPA1: con il caldo, i repellenti naturali perdono efficacia. Meglio puntare su soluzioni sintetiche e prevenzione su porte e finestre.
Citronella e altri repellenti naturali anti zanzare? Oramai è come fare loro il solletico. A dimostrarlo, amaramente, è un recente studio della Ohio State University e pubblicato su Pesticide Biochemistry and Physiology. La colpa è da ricercare nel recettore TRPA1.
Secondo gli studiosi, infatti, questo recettore presente nelle zanzare, per via delle alte temperature dovute al riscaldamento globale, non si attiva più come un tempo e non innesca nell’insetto i “comportamenti evitanti”. Il che, detto in parole semplici, significa che superata una certa temperatura, il recettore del wasabi (TRPA1) delle zanzare resta inattivo, rendendo inefficaci alcuni repellenti come la citronella. Insomma, non scappano più!
Peter Piermarini e Yeaeun Park, i due autori dello studio, suggeriscono quindi di preferire i repellenti sintetici a quelli naturali. Infatti, quando hanno testato un repellente sintetico chiamato DEET (non interagendo con il recettore wasabi), i risultati erano decisamente migliori. Ma gli studiosi, però, sono ancora al lavoro per comprendere più approfonditamente le dinamiche coinvolte nell’allontanamento delle zanzare.
Che fare nel frattempo? Si resta sul “classico” che ha sempre dato grandi risultati. La prima regola – spiega Marco Marcantoni, Ceo di Sharknet, azienda laziale che esporta zanzariere in oltre 50 Paesi del mondo – è evitare ristagni d’acqua perché è lì che le zanzare depongono le proprie uova. Vasi e sottovasi bisogna curarli con attenzione. Poi, occorre eseguire periodiche disinfestazioni”.
Anche l’abbigliamento gioca un ruolo importante. “Le zanzare sono attirate dal nero, dal rosso, dal grigio e dal blu. Verde e giallo sono invece le tinte che maggiormente difendono l’uomo dalle punture”.
Ma questo non è sufficiente, secondo Marcantoni.
“Da inizio febbraio abbiamo ricevuto un aumento delle richieste da parte di semplici cittadini e da albergatori che non volevano farsi trovare impreparati. Le richieste, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si attestano su un + 17%.
Il caldo di questi giorni, oltretutto, non aiuta.
“Le zanzare, oramai – conclude Marcantoni – sono uscite dagli anfratti dei muri, dai sottotetti, dalle cantine, dai sottopassi e da tutti quei posti nascosti alla nostra vista dove si sono rintanate per salvarsi dall’inverno. Inutile dire che proteggersi significa, prima di tutto, impedire il loro ingresso in casa. Ad oggi, la soluzione migliore di tutte”.


