Sirino in Transumanza, la festa lucana voluta da chef Diotaiuti

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Sirino in Transumanza, la festa lucana voluta da chef Diotaiuti

Per celebrare i bovini di razza podolica e la montagna

Milano, 3 lug. (askanews) – Preservare le tradizioni agricole e lo stile di vita salutare per le generazioni future, tenendo conto dei cambiamenti climatici e della sicurezza alimentare: è l’obiettivo di “Sirino in Transumanza”, l’evento promosso dalla Fondazione Luigi Diotaiuti ODV, creata dallo stesso pluripremiato chef italoamericano, nato a Lagonegro e ambasciatore della cucina lucana nel mondo. Che in questo caso si focalizza sulla mucca di razza podolica. “La transumanza della podolica – ha detto Diotaiuti – è il monumento della Basilicata. La transumanza unisce tutti i lucani, tutti i comuni e allora si vuole proprio prendere spunto dell’arrivo della transumanza, della celebrazione della primavera che arriva quando gli animali dal basso delle colline vanno sui mondi agli alpeggi nelle grandi montagne”.L’ottava edizione è stata organizzata nel parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri, in località La Conserva, nel Comune di Lauria. E l’evento tende a una missione precisa: “A valorizzare quello che è la montagna, tutta, dai formaggi ai derivati e la podolica in particolare il caciocavallo podolico è il quinto formaggio più caro al mondo e quindi noi dobbiamo farne tesoro, dobbiamo farne filiera – ha aggiunto lo chef per far sì che diventi un’economia”.Nel corso della kermesse si è parlato di agricoltura e ambiente, con un approfondimento sull’importanza dell’attività fisica all’aperto e sulla montagna, quindi son o stati premiati i membri della comunità che si sono distinti per le loro qualità. Nel programma anche un cooking show dimostrativo sulla realizzazione del caciocavallo podolico, con una nutrizionista che ha illustrato l’importanza dei prodotti utilizzati. “L’essenza – ha concluso Luigi Diotaiuti – è che si vuole proteggere e tramandare ai giovani le vecchie tradizioni e possibilmente fare economia, fare tesoro di tutti i prodotti che la montagna ci dà a disposizione”.