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Salute e sostenibilità, un manifesto per innovare nel diabete

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Il contesto ambientale e nuove forme di terapia

Milano 14 giu. (askanews) – Implementare gli strumenti e i processi innovativi per una sanità sostenibile e definire obiettivi ambientali condivisi e prioritari per i sistemi sanitari, le aziende farmaceutiche e gli altri attori dell’ecosistema della salute. Sono alcuni dei principali punti emersi nel primo Manifesto su “Sostenibilità e Innovazione nel diabete”, realizzato da The European House Ambrosetti con il contributo non condizionante di Novo Nordisk che, con un panel di esperti, ha stilato una shortlist di azioni prioritarie finalizzate ad aumentare l’attenzione alle relazioni tra salute e ambiente per le malattie croniche ad alto impatto, con il diabete in primo piano.”L’ambiente – ha detto Angelo Avogaro, professore ordinario di Endocrinologia e Metabolismo, all’Università di Padova, direttore UOC Malattie del metabolismo dell’AOU di Padova e presidente del SID – è uno dei fattori di rischio più importanti non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche soprattutto per diabete, obesità, broncopneumopatia cronica ostruttiva e neoplasie che rendono conto della stragrande maggioranza delle morti non solo nel mondo occidentale, ma in tutto il mondo. Dico ambiente come fattore di rischio perché è ormai chiaro che solo meno del 50% ad esempio della mortalità cardiovascolare è determinata dai fattori di rischio classici, colesterolo, obesità, ipertensione, mentre è sempre più importante e prepotente il ruolo dell’ambiente”.Se a livello normativo e di sistema un primo passo fondamentale è il riconoscimento – attraverso strumenti quali l’Health Technology Assesment (HTA) – degli impatti ambientali nei processi di valutazione delle tecnologie sanitarie, il secondo è senza dubbio la promozione di tecnologie e processi eco-sostenibili lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. “Nello specifico noi come ALTEMS, Alta scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica, da alcuni mesi stiamo strutturando queaste valutazioni. Abbiamo rilasciato qualche settimana fa – ha spiegato Eugenio Di Brino, ricercatore dell’Università Cattolica di Roma – un primo report di HTA che tiene in considerazione anche il dominio di valutazione dell’impatto ambientale su una molecola innovativa che sta arrivando e che è in fase di valutazione e che in qualche modo è sicuramente un’apripista per poter effettuare e allargare questo scenario di analisi”.Nella prospettiva della sostenibilità e nel caso specifico del diabete l’innovazione può essere declinata nel passaggio da una somministrazione giornaliera di un farmaco a una settimanale o da una terapia iniettiva a una orale, con un risparmio dell’utilizzo di plastica e un ridotto impatto ambientale.”Il contesto ambientale non è solo inquinamento, ma è anche determinato dal cambiamento climatico. Questo naturalmente si ripercuote nel paziente diabetico con insorgenza di nuovo diabete e peggioramento del controllo metabolico del diabete. L’immissione dell’insulina settimanale lenta in commercio può riverberarsi sicuramente positivamente in una minor impatto ambientale”.Secondo i promotori del manifesto sostenere questo approccio, coerentemente con la visione One-Health e secondo i paradigmi di “Patient-centred care”, è dunque di fondamentale importanza per rendere l’Italia all’avanguardia nella gestione delle patologie croniche.

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