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Private banking: oltre 168 mld di euro di investimenti in economia reale

NewsPrivate banking: oltre 168 mld di euro di investimenti in economia reale

Freni (MEF): il Private banking ha un ruolo cruciale per le pmi. Ragaini (AIPB): indirizza il risparmio verso gli investimenti

L’area del Private banking abbatteva a fine anno 2024 circa 168 miliardi di euro in investimenti nell’economia reale italiana, segnando un incremento del 39% rispetto all’anno 2018. Questa informazione emerge da uno studio di Intermonte, presentato insieme a AIPB.

Nello specifico, gli investimenti diretti ammontano a 51 miliardi, mentre gli indiretti a 117 miliardi. Nel primo gruppo si trovano le obbligazioni nei portafogli in gestione (14 miliardi) e le quote di fondi comuni d’investimento legate all’economia reale italiana (37 miliardi), mentre nel secondo gruppo si include il risparmio delle famiglie depositato presso gli intermediari (liquidità), che viene poi investito, contribuendo al finanziamento delle imprese italiane.

“Il contributo del Private banking nella crescita del Paese sta diventando sempre più fondamentale e strategico: non esiste un progresso nell’economia reale che non avvenga parallelamente con la presenza di investitori istituzionali, capitali regolati e, appunto, il private banking”, ha dichiarato Federico Freni, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. “I dati indicano che il Private banking gioca un ruolo essenziale per le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale del nostro sistema economico”.

Andrea Ragaini, presidente di AIPB, ha messo in evidenza che “l’Italia è di fronte a una sfida cruciale: convertire il risparmio privato in uno strumento di sviluppo per l’economia. Il Private banking ambisce a diventare un protagonista in questa sfida storica, indirizzando il risparmio verso possibilità di investimento”.

Guglielmo Manetti, Ad di Intermonte, ha aggiunto che “un mercato dei capitali efficiente è essenziale per trasformare il risparmio privato in progresso economico. Le aziende necessitano di diversificare le loro fonti di finanziamento, superando la sola dipendenza dal sistema bancario: è indispensabile avere accesso più ampio a canali alternativi. Ci auguriamo che il Fondo Nazionale Strategico, il cui avvio è previsto entro la fine dell’anno, possa fungere da catalizzatore per attirare il risparmio privato e indirizzarlo verso il settore delle piccole e medie imprese quotate”.

Giovanni Lombardi Stronati

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