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Export, Tajani: “Obiettivo 700 mld possibile grazie a supporto dei professionisti”

NewsExport, Tajani: “Obiettivo 700 mld possibile grazie a supporto dei professionisti”

Lollobrigida: “Libere professioni ambasciatrici del nostro saper fare”

Natali (Confprofessioni): “Filiera professionale fondamentale per internazionalizzazione

Siglata dichiarazione d’intenti per nuova “diplomazia economica”

“L’export italiano è cresciuto passando da 623 a quasi 650 miliardi di euro e l’obiettivo è raggiungere quota 700 miliardi attraverso una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, imprese e mondo delle professioni, che rappresenta un supporto fondamentale per aiutare le aziende a entrare e consolidarsi nei mercati internazionali.

Sono risultati che ci consentono di guardare al futuro con fiducia, nonostante le difficoltà legate ai dazi e ai conflitti in Medio Oriente e Ucraina.

Per sostenere questo percorso abbiamo predisposto un piano strategico per l’export capace di mettere a sistema tutti gli strumenti disponibili. Dal primo gennaio, inoltre, il Ministero degli Esteri ha istituito una Direzione generale dedicata esclusivamente alla crescita internazionale delle imprese italiane, con il compito di accompagnare grandi aziende, pmi e realtà produttive oltre i confini nazionali.

Anche le ambasciate italiane sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più attivo, diventando veri punti di riferimento e trampolini di lancio per il nostro sistema imprenditoriale”.

Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, in apertura dell’Annual International Meeting (AIM) 2026, promosso da Confprofessioni e Apri International, che si è svolto a Roma nel centro congressi di Palazzo Rospigliosi.

“Questo risultato conferma l’elevata qualità dei prodotti italiani e dimostra come il nostro sistema industriale riesca a funzionare – ha aggiunto Tajani – grazie alla collaborazione tra tutti gli attori della filiera produttiva.

Da commissario europeo all’Industria, uno degli ultimi provvedimenti che adottai fu l’equiparazione dei liberi professionisti agli imprenditori per l’accesso ai finanziamenti comunitari, proprio perché considero il mondo delle professioni un elemento strategico per la crescita dell’export italiano.

I professionisti rappresentano una risorsa fondamentale per il Paese, soprattutto in una fase internazionale complessa come quella attuale. Sono parte integrante di quel ceto medio che ha sostenuto la crescita economica dell’Italia dal Dopoguerra a oggi.

Per questo il Ministero ha sottoscritto un accordo con Confprofessioni, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione e mettere competenze e professionalità al servizio delle imprese, in particolare sui mercati esteri.

L’export, che vale quasi il 40% del Pil nazionale, continua a essere uno dei punti di forza della nostra economia. Il governo ha agito con tempestività, muovendosi già prima del cambio di amministrazione negli Stati Uniti e orientando il sistema produttivo verso mercati alternativi rispetto a quelli tradizionali, così da rafforzare la presenza internazionale delle imprese italiane”.

Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, si è rivolto alla platea con un videomessaggio “Le libere professioni rappresentano autentiche ambasciatrici del saper fare italiano, della nostra qualità e della nostra identità culturale.

L’internazionalizzazione è un elemento strategico per la crescita economica del Paese e per la valorizzazione della cultura italiana nel mondo. Con il governo Meloni stiamo portando avanti con determinazione tutte le iniziative che rafforzano l’orgoglio e il valore del sistema Italia.

Abbiamo investito nel potenziamento del sistema fieristico e incrementato le risorse destinate all’Ice per promuovere le eccellenze italiane sui mercati internazionali. Il Made in Italy non è soltanto un marchio geografico, ma un simbolo riconosciuto di qualità, competenza e professionalità.

Abbiamo inoltre puntato sulla ricerca e sull’innovazione senza perdere quel legame con la qualità che rappresenta il nostro principale vantaggio competitivo. Continueremo a sostenere questo percorso, riconoscendo il ruolo fondamentale dei corpi intermedi e delle professioni nella rappresentanza delle esigenze del sistema produttivo nazionale”.

Il valore della rete dei professionisti italiani è stato sottolineato da Marco Natali, presidente Confederazione Italiana Libere Professioni: “La filiera delle professioni svolge un ruolo sempre più strategico nei processi di internazionalizzazione delle imprese, soprattutto alla luce dei nuovi accordi internazionali.

I professionisti accompagnano le aziende sotto il profilo tecnico, infrastrutturale e organizzativo in settori chiave come difesa, intelligenza artificiale e sviluppo delle reti produttive nei mercati internazionali, dalla Cina al Mercosur, fino al Medio Oriente e all’Africa, dove abbiamo avviato importanti missioni istituzionali.

Grazie a questo supporto, le imprese italiane possono operare all’estero con maggiore solidità e sicurezza. A ciò si aggiungono la capacità di adattamento che contraddistingue gli imprenditori italiani e la flessibilità delle nostre piccole e medie imprese, valorizzate dalla competenza dei professionisti. Sono elementi che possono consentire non solo di raggiungere l’obiettivo dei 700 miliardi di export, ma anche di superarlo, aumentando competitività, redditività e benessere economico per il Paese.

In questa fase storica è fondamentale produrre di più e aprirsi a nuovi mercati. La capacità delle professioni di trasferire conoscenze e accompagnare le imprese verso opportunità internazionali rappresenta un valore decisivo. Noi professionisti non siamo semplicemente attori di contorno, ma veri e propri partner strategici delle imprese, in particolare delle PMI, che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo italiano.

Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti e professionisti dell’area sanitaria e tecnica accompagnano quotidianamente le aziende nei processi di apertura verso i mercati esteri, fornendo competenze specialistiche indispensabili per affrontare la complessità normativa, fiscale, contrattuale e organizzativa che l’internazionalizzazione comporta.

Il Piano Export Italia, pertanto, non può prescindere da una piena integrazione del sistema delle professioni all’interno delle proprie linee di intervento. Ciò significa riconoscere formalmente il ruolo dei professionisti come intermediari della conoscenza e facilitatori dei processi di internazionalizzazione, valorizzando la loro capacità di tradurre le politiche pubbliche in strumenti operativi concreti per le imprese.

In questa prospettiva, diventa fondamentale promuovere modelli di collaborazione strutturata tra istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanze professionali.

Proprio con questo obiettivo Confprofessioni e il Ministero degli Affari Esteri hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per una nuova diplomazia economica, finalizzata a rafforzare il contributo delle libere professioni a sostegno delle Pmi, che costituiscono il 98% del tessuto imprenditoriale italiano e spesso incontrano maggiori difficoltà nei percorsi di internazionalizzazione. Questa è la strada da seguire”.

Il presidente di Apri International, Luigi Carunchio, ha evidenziato il valore dell’Annual International Meeting come piattaforma di confronto e cooperazione internazionale.

“Giunto alla sua quarta edizione, l’AIM si conferma un appuntamento strategico per valorizzare il contributo dei liberi professionisti ai processi di internazionalizzazione e un momento privilegiato di networking internazionale, dove competenze e relazioni si intrecciano.

È essenziale costruire un matching strutturato tra PMI esportatrici e professionisti qualificati, integrando il loro lavoro con ambasciate, uffici ICE e Camere di commercio estere nei Paesi target”, ha spiegato Carunchio.

«In questa direzione Apri International ha istituito una rete di senior advisor con competenze verticali sui mercati esteri, dall’intelligence di mercato alla compliance locale. Si tratta di un tassello decisivo del percorso verso l’obiettivo dei 700 miliardi entro il 2027 previsto dal Piano Export Italia del MAECI, perché l’export cresce quando la diplomazia economica non si limita a promuovere, ma mette a terra competenze e presidio quotidiano nei mercati”.

Puntare sull’export è la priorità di Maria Elena Boschi, vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai: “Purtroppo i dati Istat ci dicono che il Pil nel nostro Paese è cresciuto poco negli ultimi tre anni, sia perché c’è stata poca domanda interna, perché sappiamo che il potere d’acquisto si è ridotto notevolmente dal 2019 ad oggi, sia perché sono mancate le esportazioni.

Il nostro export è cresciuto solo dello 0,2 % negli ultimi tre anni e questo ha pesato negativamente sulla crescita a differenza della Spagna, ad esempio, in cui l’export ha trainato la crescita del 9% addirittura negli ultimi tre anni.

Dobbiamo insistere nel far conoscere le nostre eccellenze di cui tutti siamo orgogliosi nel mondo, investire soprattutto su quello ad alto valore di conoscenza aggiunta che è il tallone d’Achille dell’Italia rispetto ad altri paesi europei.

Occorrono non soltanto politiche d’investimento del governo che possano aiutare le nostre imprese e fare sistema in nuovi mercati ma anche l’apporto di professionisti che con la loro competenza possono aiutare le imprese, soprattutto quelle piccole, ad avere la forza per affrontare gli ostacoli burocratici di legislazioni diverse in altri paesi, valutare dove è più strategico investire, capire in che modo la fiscalità possa rappresentare un vantaggio e non un ostacolo per le nostre imprese”.

Secondo Andrea Di Giuseppe (Commissione Affari Esteri della Camera): “La riforma del ministero degli Esteri è un punto di partenza enorme che offre agli imprenditori italiani una piattaforma unica cui rivolgersi. Le nostre ambasciate diventeranno piattaforme uniche per l’interlocuzione con chi vuole investire”.

Il ruolo dei professionisti è stato sottolineato da Cinzia Pellegrino (Commissione Politiche per l’UE al Senato): “Quando parliamo di export il supporto dei professionisti è determinante, in particolare in alcune materie come ad esempio la contrattualistica, il vastissimo mondo del diritto civile e commerciale locale. Pensiamo alla finanza islamica per gli investimenti nel Golfo. Esportare in questo momento è una grande soluzione per abbattere lo shock economico”.

Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali a Montecitorio, ha sostenuto che “La crescita delle piccole e medie imprese deve essere sostenuta attraverso una strategia orientata all’export, valorizzando il contributo delle libere professioni.

In questi anni il governo ha compiuto passi importanti, a partire dalla riforma del Ministero degli Affari Esteri, che ha reso più semplice ed efficace l’approccio ai mercati internazionali grazie anche al rafforzamento della formazione e della rete delle ambasciate.

Si tratta di una trasformazione significativa che ora deve diventare parte integrante della cultura e delle abitudini degli imprenditori italiani, affinché le imprese possano cogliere con maggiore consapevolezza le opportunità offerte dai mercati esteri”.

Un esempio concreto arriva Mateusz Rykala, presidente della seconda Zes più grande del mondo e senior advisor, che sta organizzando un network di senior advisor polacchi e ieri ha firmato il protocollo di intesa con Apri International.

(nella foto in basso i senio advisor premiati con il ministro Antonio Tajani: Manlio D’Agostino, Annie Borello, Franco Macoratti, Federico Vasoli, Massimo Zaurrini, Eugenia Ravagnan, Paolo Perotto, Franco Frattini, Stefano Ducceschi, Federico Diomeda, Mohamed Sami Soumri e Mateuz Rykala

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