Roma, 16 nov. (askanews) – La Sala Guglielmo Marconi, nella sede di Radio Vaticana, ha ospitato la Conferenza “La Parola strumento di Pace, di Verità e di Giustizia”, promossa in occasione della presentazione del volume di Biagio Maimone, giornalista e scrittore, La comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario, edito da Tracceperlameta. Un appuntamento che ha assunto il carattere di un vero e proprio laboratorio culturale e spirituale, dedicato alla riflessione sul ruolo fondativo della parola nella costruzione della pace, della giustizia e della verità, e sulla responsabilità etica che accompagna oggi ogni atto comunicativo.
Maimone ha esposto le linee portanti del proprio pensiero, profondamente radicato nella dottrina sociale della Chiesa e ispirato alla visione della “Chiesa del dialogo” propugnata da Papa Francesco. Il giornalista ha richiamato l’urgenza di una comunicazione che sappia farsi ponte tra i popoli e strumento di sviluppo umano integrale, specie in un’epoca segnata da conflitti, polarizzazione e crisi relazionali.
Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso e Direttore della Comunicazione dell’Associazione “Bambino Gesù del Cairo”, presieduta da Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, Maimone ha sottolineato l’importanza di un linguaggio capace di restituire dignità, ascolto e verità. A introdurre i lavori è stato il conduttore televisivo Paky Arcella, che ha dato voce a una serie di interventi di alto profilo, componendo un mosaico interdisciplinare sul ruolo della comunicazione.
Enea Trevisan, fondatore di Ealixir Inc. ed esperto di reputazione digitale, ha analizzato l’impatto delle narrazioni online nella costruzione dell’identità pubblica e nel modellare la qualità del dibattito democratico.
Héctor Villanueva, CEO dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, ha posto l’accento sul valore della cooperazione internazionale, riconoscendo nella comunicazione un vettore di coesione tra culture e comunità.
La filosofa della comunicazione Maria Maimone ha affrontato il tema della parola come strumento educativo e formativo, capace di orientare le coscienze e generare crescita personale e sociale. La giornalista Gaia Simonetti ha esplorato il rapporto tra linguaggio sportivo e cultura della gentilezza, indicando lo sport come laboratorio etico per l’inclusione e la responsabilità.
Infine, Valentina Faloni, docente e ricercatrice di Comunicazione e Ricerca Sociale, ha approfondito l’arte del comunicare quale sintesi di rigore, sensibilità e consapevolezza relazionale.
Tra i momenti più intensi della giornata, la testimonianza artistica di Joseph Lu, celebrato internazionalmente come “il pianista dei sogni”, titolo che dà nome anche al suo volume Il pianista dei sogni. La proiezione del video musicale del brano “Kiev” ha offerto una parentesi di autentica epifania estetica: una musica concepita come linguaggio universale, capace di generare risonanza emotiva e di valicare i limiti del linguaggio verbale.
L’esecuzione ha rivelato la musica come atto comunicativo relazionale, in grado di esprimere istanze etiche e spirituali laddove la parola non riesce a giungere, proponendosi come invocazione di fraternità tra i popoli.
L’intero dibattito si è sviluppato alla luce dell’ispirazione proveniente dalla Benedizione Apostolica di Papa Francesco, che accompagna il volume di Maimone e ne costituisce la matrice spirituale. Nel suo messaggio il Pontefice sottolinea: “La società, così come la Chiesa, si avvalgano di una comunicazione le cui basi siano l’umiltà nell’ascoltare e la parresia nel parlare, che non separi mai la verità dalla carità.”
Una indicazione che ha guidato la Conferenza nella riscoperta della parola come atto relazionale e strumento di comunione, recuperandone la dimensione morale, educativa e spirituale. Dal confronto è emersa con forza la necessità di riumanizzare il linguaggio, sottraendolo alla retorica dell’ostilità, della superficialità e della manipolazione. Maimone ha denunciato la degenerazione verbale che caratterizza una parte significativa della comunicazione contemporanea, invocando una responsabilità condivisa nell’edificare una “comunicazione redentrice”, capace di generare vita, unione e speranza.
Il libro presentato ha raccolto particolare interesse negli ambienti accademici ed ecclesiali, grazie alla visione di una comunicazione intesa come strumento di emancipazione morale e sociale, fondata su verità, bellezza e solidarietà. Elemento centrale del pensiero dell’autore è la “comunicazione solidale”, indicata come via privilegiata per lo sviluppo socio-umanitario. Come afferma Maimone: “La parola è vita, perché deve generare vita nelle sue espressioni più nobili e spirituali. Umanizzare il linguaggio significa arricchire l’animo umano e contrastare ogni uso nocivo della parola.”
La Conferenza si è conclusa con un appello a credere nel potere rigeneratore della comunicazione autentica: una comunicazione che unisce, costruisce ponti e apre la strada a un nuovo umanesimo della parola, fondato sull’amore, sulla verità e sulla speranza.


