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Confindustria Moda, tessile ha perso quasi 4 miliardi di euro nel 2024

NewsConfindustria Moda, tessile ha perso quasi 4 miliardi di euro nel 2024

“Un piano nazionale per rilanciare la moda”

Nel comparto della moda e del tessile continua il “decrescere osservato nell’ultimo anno”, con un fatturato previsto per il 2024 pari a 59,8 miliardi, che segna una diminuzione del 6,1% rispetto al 2023 (inferiore di 3,9 miliardi). Questi dati emergono dall’analisi congiunturale presentata da Confindustria Moda durante l’Assemblea che ha eletto Luca Sburlati come presidente fino al 2029.

“Il nostro Paese necessita di una visione industriale ampia, chiara e sostenibile, che permetta al sistema tessile e moda di primeggiare anche a livello internazionale. È fondamentale realizzare un piano strategico nazionale a lungo termine che preveda azioni concrete e condivise, con l’obiettivo di rafforzare la filiera, supportare la crescita delle imprese e proteggere il valore del Made in Italy. Inoltre, è ora di unire le forze del settore: nessun cambiamento è realizzabile senza un’azione coordinata e sono certo che in tal senso il Governo ci darà supporto”, ha dichiarato il neo presidente.

Il clima tra gli imprenditori in vista del primo trimestre del 2025 continua a rimanere pessimista, non mostrando segni di un’improvvisa ripresa rispetto alla contrazione osservata nel quarto trimestre dell’anno. Nonostante il 48% degli imprenditori intervistati preveda una stabilità del mercato, il 31% teme un peggioramento, mentre solo il 21% crede che la situazione economica stia migliorando.

Per quanto riguarda il fatturato, solo il 21% degli imprenditori prevede un incremento nel primo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il 34% pensa che le vendite rimarranno sui livelli di gennaio-marzo 2024. Infine, ben il 45% ha paura di una diminuzione del loro fatturato, con il 5% di questi che prevede un calo superiore al -20%.

Nel primo semestre, il 35% degli imprenditori si aspetta una crescita del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2024, quindi una quota superiore rispetto alle aspettative del primo trimestre. Il 23% crede che le vendite rimarranno sugli stessi livelli di gennaio-giugno 2024, e il 42% teme una riduzione del proprio fatturato rispetto a quel periodo, con il 28% di questi che prevede un calo contenuto al -10%. Tenendo conto delle risposte raccolte sul fatturato, nel primo semestre del 2025 si prevede un fatturato ancora in calo, ma in misura più modesta rispetto a quanto registrato negli ultimi periodi.

Ciro Di Pietro

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