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Comune chiede utilizzo plurimo casse espansione Parma e Baganza

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Servirà per esigenze agricole. Valuteranno proposta Aipo e Regione

Parma, 11 lug. (askanews) – Il Comune di Parma ha inviato una richiesta ad Aipo e alla Regione Emilia-Romagna per valutare la possibilità di un “utilizzo plurimo” della cassa di espansione del torrente Parma già realizzato in località Marano e quella del torrente Baganza attualmente in costruzione. La domanda è stata presentata il 23 giugno con l’obiettivo di “andare incontro anche alle esigenze della nostra agricoltura”. Lo ha detto l’assessore alla Sostenibilità ambientale della città di Parma, Gianluca Borghi, nel corso della presentazione delle “Giornate dell’acqua” promosse dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po il 15 e 16 luglio a Parma.”A nome della giunta – ha detto Borghi – lo scorso 23 giugno abbiamo ritenuto utile richiedere formalmente ad Aipo e alla Regione, mentre è ancora in fase di realizzazione l’importante cassa di espansione ai fini di tutela idraulica sulla Baganza, di pensare a un utilizzo plurimo” di questa opera idraulica e di quella del torrente Parma. Questo “per andare incontro anche alle esigenze della nostra agricoltura” ha aggiunto Borghi che ha spiegato i benefici del progetto. “Un utilizzo che potrà permettere soprattutto la sicurezza idraulica ma anche in determinati periodi dell’anno l’utilizzo della risorse idrica per la nostra agricoltura”. Dopo l’autorizzazione di Aipo e della Regione si dovranno “creare invasi che, attraverso questo utilizzo plurimo, possano dare risposte assolutamente concrete a una necessità che sarà strutturale nei prossimi anni”.La cassa di espansione del torrente Baganza potrà contenere fino a 4,7 milioni di metri cubi di acqua. La cassa di espansione del torrente Parma, invece, è composta da un bacino di ritenuta di circa 136 ettari, delimitato da arginature, e da un manufatto regolatore, una sorta di “diga”, che ha un’altezza di circa 24 metri ed uno sviluppo di 110 metri lineari, oltre a due “becchi d’anatra” laterali che garantiscono una superficie totale di sfioro pari a circa 260 metri.

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